Una voce per l'Itrana

Alfredo Cetrone è cresciuto tra gli ulivi e il frantoio di famiglia, accanto al padre Giulio, da cui ha ereditato un sapere fatto di osservazione, cura e rispetto della materia prima. È lì che ha imparato che la stessa oliva può cambiare voce secondo il tempo di raccolta, l’altitudine e la mano di chi la lavora. Per generazioni l’Itrana è stata soprattutto oliva di Gaeta da tavola.

Alfredo Cetrone è cresciuto tra gli ulivi e il frantoio di famiglia, accanto al padre Giulio, da cui ha ereditato un sapere fatto di osservazione, cura e rispetto della materia prima. È lì che ha imparato che la stessa oliva può cambiare voce secondo il tempo di raccolta, l’altitudine e la mano di chi la lavora. Per generazioni l’Itrana è stata soprattutto oliva di Gaeta da tavola.

Cetrone l’ha letta prima del tempo: raccolta verde, lavorazione immediata, profilo netto e riconoscibile. Una svolta silenziosa, nata negli oliveti di Sonnino e nel frantoio di famiglia: capire quando la cultivar cambia voce e trasformarla in un extravergine capace di parlare di territorio, precisione e carattere.

Cetrone l’ha letta prima del tempo: raccolta verde, lavorazione immediata, profilo netto e riconoscibile. Una svolta silenziosa, nata negli oliveti di Sonnino e nel frantoio di famiglia: capire quando la cultivar cambia voce e trasformarla in un extravergine capace di parlare di territorio, precisione e carattere.

Le tappe di un percorso

Una rivoluzione silenziosa.

1860

Le radici

La famiglia Cetrone inizia la coltivazione dell’ulivo a Sonnino. Da allora, gli oliveti diventano memoria familiare, lavoro quotidiano e identità tramandata.
Anni 90

L’intuizione

Quando l’Itrana era soprattutto oliva di Gaeta da tavola, Alfredo Cetrone ne vede una possibilità nuova: raccoglierla prima e portarne i profumi dentro un grande extravergine.
1998

La svolta

Inizia il percorso dell’olio da Itrana: verde, intenso, riconoscibile. Una scelta controcorrente, diventata stile.
2011 - 2017

Nuovi oliveti, nuova ricerca

Nuovi impianti e cloni di Itrana da piante antiche: il futuro resta dentro la memoria genetica del territorio.
2012

Il nuovo frantoio

L’azienda si dota di un frantoio moderno, pensato per lavorare le olive appena raccolte e proteggere la purezza del profilo gusto-olfattivo.
2020

Il biologico

Una tappa naturale che certifica un modo di coltivare fondato su equilibrio, biodiversità e rispetto del territorio.
Oggi

Lo stile Cetrone

Raccolta anticipata, oliveti rocciosi, estrazione a freddo e selezione: così l’Itrana diventa firma riconoscibile.

Il paesaggio

Tra roccia calcarea, luce e aria marina, l’Itrana matura in un equilibrio raro. Non è uno sfondo: è parte del profilo organolettico. Campo Soriano, il Circeo, Anxur e le Isole Pontine definiscono un paesaggio preciso, capace di lasciare traccia nell’olio.

Gli oliveti

Circa 100 ettari e 20.000 piante raccontano una sola cultivar in molte sfumature: in altura più intensa, più a valle più fine e misurata. Piante plurisecolari, nuovi impianti, biodiversità spontanea e radici nella roccia compongono il paesaggio vivo dell’Itrana di Alfredo Cetrone.

Tre scelte, una firma

Il tempo

Spremitura a freddo per custodire il profilo.

La tecnica

Spremitura a freddo per custodire il profilo.

La selezione

Selezione rigorosa per firmare lo stile Cetrone.

Premi e riconoscimenti

Gli oli Alfredo Cetrone sono riconosciuti nei principali concorsi oleari nazionali e internazionali per identità vegetale, precisione e continuità.

Dal campo alla bottiglia, senza scorciatoie

Dalla storia di famiglia ai Cru di Itrana, ogni prodotto nasce da un’idea precisa di qualità: raccolta precoce, selezione rigorosa, identità territoriale.